• 12 Maggio 2020
  • C.A.L.I.P.So. APS
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Tra le conseguenze delle misure adottate per contrastare l’emergenza sanitaria assume un ruolo importante la necessità di riorganizzare l’intero sistema educativo, nazionale e globale, nell’ottica di evitare l’assembramento naturale che caratterizza gli istituti scolastici ed educativi di ogni ordine e grado, incentivando così il ruolo delle tecnologie digitali nel bisogno di offrire strategie educative alternative. Si sviluppa così il concetto di smart learning, un’idea che travalica il semplice e-learning in quanto non prevede semplicemente di trasferire le metodologie educative sul piano digitale, ma propone un riadattamento del modello educativo in un’ottica maggiormente orientata ad un mondo più digitale.

È indubbio che la possibilità di riadattare i modelli educativi agli strumenti digitali, di natura maggiormente flessibili e iter-connessi, affascina il settore pedagogico che da tempo cerca di trovare delle soluzioni al sistema educativo tradizionale, che spesso presenta un carattere monolitico che non permette a tutti gli studenti di sviluppare le proprie inclinazioni e i propri strumenti di apprendimento della realtà e che offre una visione dello studio, della ricerca e del mondo secondo standard fissi e immutabili, precludendo a una buona parte dei propri discendenti di trovare una propria strada all’interno del proprio cammino educativo.

Questa situazione ha avviato pertanto un dibattito stimolante riguardo alla possibilità di sfruttare gli strumenti digitali per programmare degli interventi educativi in un’ottica maggiormente inclusiva e quindi flessibile, permettendo la reale programmazione di piani individuali, coo-progettati secondo le necessità di ogni studente.

Detto ciò, questa riflessione, teoricamente rosea rispetto alla relazione tra sistema educativo e mondo digitale, si è scontrata con una serie di ostacoli che rendono la sua realizzazione molto più ardua di quanto si pensi. Per di più, mentre alcune problematiche derivano dalla necessità di aver dovuto cambiare repentinamente i metodi e le tecniche di insegnamento, e quindi è possibile avviare quegli aggiustamenti tecnici e procedurali necessari a incontrarne una soluzione, un ulteriore gruppo di problemi riguardano l’aspetto strutturale del tema, ovvero l’incapacità dello smart learning di far fronte a delle esigenze che sono proprie di un processo educativo concreto, efficace ed efficiente.

Approfondiamo il tema con degli esempi. Un aspetto di carattere tecnico riguarda ad esempio il fatto che la fruizione di un corso educativo a distanza necessita di uno strumento digitale, efficiente e a piena disposizione dello/a studente/essa. Solamente quest’affermazione presuppone una condizione socio-economica familiare che rispecchia solo una parte della popolazione studentesca italiana, creando disagi di vario ordine nella restante parte che ne rappresenta più della metà del tutto.

D’altro canto, l’adeguamento dell’insegnamento a differenti situazioni personali ed educative è fortemente condizionato dalle competenze e abilità del corpo docente, che in taluni casi ha bisogno di aggiornamenti professionali che lo/la aiutino nel compito e comunque si ritrova a dover affrontare il doppio o addirittura il triplo del carico lavorativo, nel caso in cui ci si aspettasse realmente che faccia ciò che la legislatura scolastica e la teoria educativa prevedono.

In tutto ciò, si tende a parlare di sistema educativo tout court accorpando le necessità educative della scuola primaria con quelle degli istituti di scuola secondaria di secondo grado, finanche persino dell’università (della quale spesso si dimentica il ruolo di avamposto di ricerca e di strumento di sviluppo socio-economico territoriale, relegando le attività alla mera erogazione dei corsi). Ebbene l’importanza della classe stessa, del gruppo di giovani studenti e studentesse, in quanto strumento di sviluppo delle competenze trasversali necessarie allo sviluppo professionale e personale di ognuno, difficilmente può essere sostituita efficacemente da una classe digitale. Tale affermazione è sempre vera, ma ancora di più nei primi 8 anni di scolarizzazione, durante i quali il ruolo dell’educazione informale è essenziale.

In quest’ottica, ci si rende conto di quanto sebbene sia necessario utilizzare tutti gli strumenti a disposizione per garantire il diritto allo studio, pensare che l’e-learning sia una valida alternativa all’educazione in classe risulta essere una visione abbastanza approssimativa del problema.

In conclusione, se è chiara l’importanza di adattare il sistema educativo alla situazione di emergenza, valutando anche le opportunità intrinseche a tale cambiamento, è pur vero che non dobbiamo dimenticare l’importanza delle condizioni e delle scelte che hanno fatto del sistema educativo nazionale il principale strumento grazie al quale ogni individuo si prepara ad essere membro attivo della propria comunità.

Adriano Sergio

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