The Handmaid’s Tale – Margaret Atwood

Durante questi giorni di quarantena si moltiplicano i consigli su libri, film e serie televisive che aiutino a superare il momento di attesa che stiamo vivendo. Tra i suggerimenti proposti, mi hanno consigliato di vedere The Handmaid’s Tale, una serie statunitense del 2017, ideata da Bruce Miller e basata sul romanzo del 1985 Il racconto dell’ancella, dell’autrice canadese Margaret Atwood.

La serie è ambientata in un futuro prossimo nel quale si instaura un regime autoritario che, con l’obiettivo di affrontare il calo repentino del tasso di fertilità, plasma una società in cui il ruolo della donna è completamente sottomesso, non più individuo ma oggetto da rinchiudere, usare o gettare a seconda della sua utilità a vantaggio della “società”. L’opera offre quindi un interessante spunto di riflessione su un’ulteriore manifestazione del biopotere, che da sempre risulta collegato alla sfera della sessualità.

Del resto, dopo che Sigmund Freud ha evidenziato la relazione inconscia tra potere socio-economico e potere sessuale, Michel Foucault è stato il primo a tracciare una storia della sessualità, intesa come un autentico dispositivo di potere, capace di disciplinare il corpo individuale così come quello sociale.

Il filosofo francese ha analizzato i diversi campi in cui il potere biopolitico prende forma e, tra questi, inserisce la sessualità tra le costruzioni più incisive, messe a punto dal potere, sotto forma di istituzioni, per disciplinare e controllare il corpo sociale. L’origine delle istituzioni è legata al processo di trasformazione della persona in soggetto:

principale tecnica del potere rivolta all’immediata vita quotidiana, una tecnica che categorizza l’individuo, lo segna della sua individualità, lo fissa alla sua identità, gli impone una legge di verità che egli deve riconoscere e che altri devono riconoscere in lui.

M.Foucault, Perché studiare il potere? La questione del soggetto, in M. Foucault, Potere e strategie, Mimesis, Milano 1994, p. 108

La costruzione della sessualità come ricerca di un vero sesso che esprima realmente la realtà della persona è una diretta conseguenza di tale processo di soggettivazione, nel quale hanno avuto un ruolo rilevante la diffusione delle cosiddette scienze umane nonché le pratiche di divisione ad esse connesse, le quali identificando un soggetto, indirettamente lo separano da una serie di altri soggetti.

Come il potere si manifesta attraverso la sessualità?

L’impostazione classica vede nell’istinto sessuale puro, una forza primordiale e potente che il potere cerca di soggiogare. L’attenzione rivolta alla sessualità nella formazione dell’impero romano sotto l’imperatore Augusto, la nascita delle grandi religioni monoteiste, il lascito della morale protestante nella nascita degli Stati Uniti d’America, il ruolo della Riforma e della Controriforma durante la formazione delle monarchie nazionali in Europa, il ruolo della morale nella nascita dell’Impero britannico in età vittoriana finanche l’attenzione ai costumi pubblici riservata durante la formazione dei regimi autoritari del Novecento:  sono tutte dimostrazioni di tale impostazione di pensiero. Il contenimento degli istinti sessuali sembra essere sempre uno degli elementi portanti nella formazione di un potere politico che si prefigga come scopo il controllo sociale, ma Foucault introduce nella sua analisi una prospettiva totalmente differente allo studio del tema.

La sessualità non è più considerata come strategia di emancipazione e liberazione sessuale, ma diventa strumento essenziale delle politiche produttive del potere. Sapere è potere. Così il biopotere si manifesta nella smania di scomporre, analizzare, catalogare la sessualità. Foucault individua quattro pilastri su quali si basa la relazione tra biopotere e sessualità: l’isterizzazione del corpo della donna, la pedagogizzazione del sesso del bambino, la socializzazione delle condotte procreatici, la psichiatrizzazione del piacere perverso.

Tale rivalutazione della relazione tra potere e sessualità porta inevitabilmente a riconsiderare una miriade di temi che oggi, come in passato, sono al centro del dibattito pubblico: controllo delle nascite e riproduzione responsabile, identità di genere e orientamento sessuale, controllo sulla sessualità della donna e la sua complementare oggettivazione sessuale, ne sono solo alcuni esempi.

Come svincolare allora il sesso dalle strutture di controllo tipiche del potere?

Per dare una risposta a questa domanda, nei prossimi articoli rifletteremo insieme su tre temi attualissimi legati alla relazione potere-sessualità, ovvero l’oggettivazione sessuale della donna nella società contemporanea, identità di genere e identità sessuale e il ruolo del femminismo nei processi di democratizzazione.

Adriano Sergio

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